mercoledì 22 aprile 2009

" Gran Torino " di C.Eastwood


Anche se in ritardo rispetto all'uscita , voglio iniziare la mia rubrica dedicata al cinema con la recensione di un classico , " Gran Torino " .
Classico , per il tema trattato , il razzismo . Classico , per il ruolo del protagonista , il solito reduce di guerra . Classico , per il modus operandi . La regia infatti ci da piacevoli momenti di sapienti riprese nel più tradizionale stile hollywoodiano .
La storia è ambientata nell'America multirazziale dei giorni nostri , in un vecchio quartiere , abitato prevalentemente da immigrati che parlano perlopiù la loro lingua e con le loro abitudini molto ben radicate .
Walt Kowalski , il personaggio interpretato da Eastwood , è un reduce della guerra di Corea rimasto da poco vedovo .
Ai ricordi della guerra si aggiunge quindi il sapore amaro della solitudine . Il suo carattere scontroso ed asciutto non l'aiuta nemmeno a ricucire i difficili rapporti con i figli e le loro famiglie che scelgono la strada dell'incomprensione e dell'abbandono .
Intanto , il giovane vicino di casa , in un atto propiziatorio per entrare suo malgrado in una banda , deve rubare la " Gran Torino " di Kowalski . Il piano non ha buon esito ed il ragazzo , per punizione , deve lavorare per Walt . Tra i due nasce una timida amicizia . Kowalski , ingaggia una guerra personale con la gang per salvare il giovane ed ingenuo vicino di casa , suo protetto , che ha come unica colpa quella di voler vivere la propria vita lontano dalle violente regole della banda .
La fine è quella meno scontata . Il reduce chiude definitivamente il suo conto in sospeso con il passato sollevando l'anima greve del combattente .
A differenza delle tante recensioni lette farei un'osservazione diversa . Certo , in primo piano abbiamo il problema razziale ma mi sento di dire che non meno importante è ciò che si evince sui rapporti umani più intimi . Kowalski dopo tutto non si danna certo l'anima per la sua famiglia ma per degli sconosciuti che senza nulla in cambio lo hanno amato e capito . Interessante la giostra del punto focale : la "Gran Torino " , la macchina d'epoca amatissima da Kowalski , ci si aspetta sia la vera protagonista , la star , invece nella pellicola il suo ruolo è quasi unicamente relegato al titolo del film .
Sicuramente da vedere e , piccola chicca , da ascoltare ! Infatti Eastwood si rivela con la sua voce originale , nelle prime note della canzone di coda , interpretata da J.Cullmun .

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